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Associazione Nazionale Anziani e Pensionati

Associazione Nazionale Anziani e   Pensionati

Chi siamo

Restare uniti, anche quando si è in pensione, permette di contare su un'Organizzazione che provvede, da un lato ad intervenire presso enti ed istituzioni affinchè i problemi tipici della terza età trovino attenzione e soluzione e, dall'altro, ad organizzare iniziative culturali e ricreative. Agli associati da oltre 60 giorni l'ANAP garantisce inoltre una diaria giornaliera a fronte di ricovero in ospedali o case di cura e mette a loro disposizione una serie di servizi quali la compilazione dei modelli 730 e RED, certificazione ISE, assistenza previdenziale del Patronato ecc.. Anche il consorte o la consorte possono iscriversi all'ANAP, purchè titolari di pensione anche non artigiana.

Cosa vogliamo fare da grandi

In Italia, primato Europeo, la speranza di vita in salute supera ormai i 72 anni (e cresce di 3 mesi all’anno). L’età media di pensionamento è oggi intorno ai 58 anni e mezzo.
Dunque, chi oggi lascia il lavoro può ragionevolmente contare almeno su una dozzina d’anni di vita energica, attiva, piena. Ma piena di cosa? Dodici anni sono un tempo di vita troppo lungo per spenderlo dirigendo il traffico davanti alle scuole o guardando passare i carrelli della spesa nel corridoio con l’aria condizionata di un centro commerciale.
Dodici anni di vita sono un arco di vita autentica, che autorizza, anzi obbliga a fare progetti, che consente di raggiungere obiettivi personali, magari quelli lasciati nel cassetto in una esistenza all’insegna del “prima il dovere . I giovani pensionati hanno voglia di viaggiare, ma per l’industria del turismo esistono solo in formato comitiva e come riempitivo per la bassa stagione.
Si sentono in forma, ma vengono maltrattati dalle assicurazioni sulla vita.
Pagano le tasse (quasi 1/3 dell’IRPEF viene dai redditi da pensione) ma per oltre 6 parlamentari su 10 garantire la loro salute èsoltanto un “doveroso onere”.
Fra pochi anni, diventeranno anziani e pensionati i figli del “baby-boom”, quelli nati negli anni 50, la leva del benessere , una generazione abituata ai consumi, che viaggia, acculturata, ribelle alle imposizioni, che frequenta i centri fitness e condivide tanti degli interessi delle generazioni più giovani.
Una compagine di pensionati che, terminato il pagamento del mutuo della casa e sistemati i figli, si ritrova con una pensione decente , un discreto reddito disponibile come dicono gli economisti.
Già adesso in alcune realtà d’Italia all’avanguardia, nascono circoli e associazioni ricreative con caffè, sale prove, biblioteca, laboratori fotografici, tutto autogestito e autofinanziato con cappuccini e aperitivi, mentre in altre parti d’Italia gli anziani affittano strutture dai Comuni dove organizzano corsi di videocamera creativa, recitazione, drammaturgia, danza-terapia, computer oppure si convenzionano con centri benessere, palestre e piscine.
Negli Stati Uniti d’America, che di solito anticipa tendenze che poi si riflettono anche da noi, i “giovani pensionati”, la nuova vecchiaia protetta, curata, longevizzata dalla medicina, è il lago di Tiberiade che attira i pescatori di ogni “business”, dalle reti TV al marketing fino ai delusi dai giovani e dai teen-ager che non hanno soldi da buttare.
E’ quindi auspicabile che anche il nostro Sindacato, pur continuando nella sacrosanta difesa dei diritti dei più anziani e meno fortunati, si dia anche una strategia a medio termine che tenga conto delle prospettive sopra illustrate.

 

Presidente provinciale Bacci Silvano
Coordinatore provinciale Marco Carrara
Telefono 0583 476455
Fax 0583 476499

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